Spagna :Ciò che i "dissidenti" cubani non avevano mai visto - Espana : Lo que nunca habían visto los “disidentes” cubanos
Ciò che i "dissidenti" cubani non avevano mai visto
7.06.2012 - Joseph Manzaneda coordinatore Cubainformación
L'ex prigioniero e "dissidente" cubano Diosiris Santana narrava, lo scorso 23 maggio, una scena di brutalità poliziesca verso alcuni dei suoi compatrioti: "li trascinarono sul pavimento, li colpirono al volto,al braccio, uno ha il naso rotto e un piede" (1).
Chiunque potrebbe pensare che la sua accusa fosse diretta contro alla polizia cubana. Invece no. Santana narrava l'azione della Polizia Municipale di Madrid, per arrestare quattro ex prigionieri cubani accampati al di fuori del Ministero degli Esteri di Spagna.
"Sono preoccupato da questa situazione, non avevo mai visto questo in Spagna", ha detto un altro dei "dissidenti", Francisco Bacallao, riferendosi alla violenza della polizia. Un commento un po' cinico trattandosi, in questo caso, di una persona che vive da anni a Madrid dove, pochi giorni prima, la Polizia Nazionale aveva sfrattato, con violenza maggiore, decine di persone del movimento 15 M nella vicina Puerta del Sol (2).
Il motivo della protesta dei cubani è stata la fine del sostegno economico che il governo della Spagna dava ai 115 ex reclusi e 647 famigliari accolti nel 2010 e 2011 dal precedente governo, a seguito di un accordo con il Governo e la Chiesa cattolica di Cuba (3). Ricordiamo che, a pochi giorni dall'arrivo a Madrid, detti ex detenuti ruppero con lo stesso governo che li aveva accolti, quello di Rodriguez Zapatero, e vari di loro si recarono a Bruxelles, per mano del Partito Popolare, per difendere la linea politica dura e le sanzioni contro il loro paese contenute nella cosiddetta Posizione Comune europea (4). La cosa divertente è che ora il governo del Partito Popolare, al culmine dei tagli di bilancio, è proprio quello che ha deciso di non prorogare l'aiuto economico, terminati i 18 mesi di copertura firmati nell'accordo di accoglienza. Il Partito Popolare ha respinto anche una proposta del gruppo Unione, Progresso e Democrazia (UPyD) di stanziare 2,5 milioni di euro per queste persone (5).
E color che - curiosamente - sostengono la creazione a Cuba di un sistema di libero mercato capitalista, ora sono divorati da questo.
In aprile, si è suicidato alle Canarie uno di loro, Alberto Santiago Du Bouchet (6). La sua famiglia ha osservato che "non poteva sopportare" l'incertezza dopo l'annuncio della fine del supporto (7). Le difficoltà economiche sono diventate comune al gruppo. Barabara Pure Yurubí Duenas famigliare di uno degli ex prigionieri, ha avvertito disperata, in una lettera , che rischia di perdere la custodia della figlia per non essere in grado di mantenerla economicamente (8). E diverse persone del gruppo mostrano ora, senza vergogna, il loro desiderio di tornare a Cuba (9).
Per altre persone, tuttavia, la soluzione si trova ... negli Stati Uniti. La "dama bianca" Sabina Martin, ha richiesto, alcuni mesi fa, di trasferirsi in quel paese: "Da quando siamo arrivati in Spagna, nulla di ciò che ci è stato promesso è stato rispettato da questo governo (sic). Vogliamo andare negli Stati Uniti, che é dove veramente si difende la democrazia e i diritti umani"(10). Questa persona continua ad essere presentata nei media spagnoli come una "combattente per i diritti umani" a Cuba (11). Il sito web di Unione, Progresso e Democrazia (UPyD) che ha fatto bandiera dell' "anticastrismo" e che ha affiliato alcuni di loro, descrive Sabina Martin come un "combattente per la libertà" e una "donna (...) con grande buon senso "(12). Rivediamo alcuni esempi del suo particolare "senso comune".
Nel giugno 2011 è stata espulsa, insieme al resto della sua famiglia, dal centro di accoglienza della Commissione Spagnola per gli Aiuti al Rifugiato (CEAR), nella città di Malaga, a causa delle aggressioni fisiche tra loro, le minacce e gli insulti ai lavoratori, l'introduzione di alcol e armi bianche nel centro e l'abbandono dai laboratori occupazionali (13). Sabina Martin spiegava alla EFE che dietro la sua espulsione dal centro di Malaga stava - ovviamente! - il governo cubano (14). Il marito - dando mostra anch'egli di un grande "senso comune" - accusava CEAR di sloggiarli mediante un "dispiegamento militare" (15).
Durante il loro accampamento di protesta a Madrid, Sabina Martin denunciava che la sua vita e quella della sua famiglia erano in pericolo (16). Un media di Miami parlava, anche, di "agenti infiltrati" che minacciavano la sua sicurezza (17).
La donna in bianco accusava, inoltre, il governo cubano per la sua situazione attuale, per non informare i cittadini cubani dei problemi economici in Europa. "A Cuba, nessuno sa che in Spagna ci sono così tanti disoccupati e le cose vanno così male" ha detto ad un media, aggiungendo che se lo avesse saputo non avrebbe accettato di venire (18). Cioè, coloro che hanno sempre accusato i media cubani di esagerare i problemi del capitalismo, ora si lamentano che non lo fanno abbastanza. Un'altra assurdità che cade da sola, semplicemente collegandosi alla TV cubana, i cui spazi informativi sulla crisi e la disoccupazione in Europa sono quasi giornalieri (19).
Ma a prescindere dai casi più grotteschi, il dramma di questo gruppo è la ripetizione di una vecchia storia: l'uso politico di un gruppo di persone a cui, in prima, il governo degli Stati Uniti ha finanziato e organizzato come ariete contro il Governo di Cuba (20); a cui, successivamente, la destra europea portò ad istituzioni e media per sostenere la sua politica di sanzioni contro Cuba;, e che, successivamente, sono stati abbandonati alla loro sorte. I nomi di molte di queste persone, come quello di Diosiris Santana, lo stesso che denunciava la violenza della Polizia Municipale di Madrid, appare nei manifesti di sostegno alle posizioni più estreme contro il suo paese: per il mantenimento della Posizione Comune europea (21), il divieto di viaggi a Cuba dagli Stati Uniti (22), compreso il blocco economico dell'isola (23).
E 'una vecchia storia che si ripete da più di 50 anni, prima a Miami, ora a Madrid.
Lo que nunca habían visto los “disidentes” cubanos
José Manzaneda*
El expreso y “disidente” cubano Diosiris Santana narraba el pasado 23 de
mayo una escena de brutalidad policial hacia varios de sus compatriotas: “los arrastraron en el suelo, les golpearon la cara, el brazo, uno tiene la nariz partida y un pie” (1).
Cualquiera podría pensar que su acusación se dirigía contra la policía cubana. Pero no. Santana narraba la actuación de la Policía Municipal de Madrid, al arrestar a cuatro expresos cubanos acampados frente el Ministerio de Asuntos Exteriores de España.
“Estoy preocupado por esta situación; yo nunca había visto esto en España”, decía otro de los “disidentes”, Francisco Bacallao, en referencia a la violencia policial. Un comentario un tanto cínico tratándose, en este caso, de una persona que reside desde hace años en Madrid donde, apenas unos días antes, la Policía Nacional había desalojado, con mucha mayor violencia, a decenas de personas del movimiento 15 M en la cercana Puerta del Sol (2).
El motivo de la protesta de los cubanos era el fin de la ayuda económica que entregaba el Gobierno de España a los 115 expresos y 647 familiares acogidos en 2010 y 2011 por el anterior Ejecutivo, tras un acuerdo con Gobierno e Iglesia católica de Cuba (3). Recordemos que, a los pocos días de su llegada a Madrid, dichos expresos rompían con el propio gobierno que les acogió, el de Rodríguez Zapatero, y varios de ellos viajaban a Bruselas de la mano del Partido Popular para defender la política de mano dura y sanciones contra su país contenidas en la llamada Posición Común europea (4). Lo curioso es que, ahora, el Gobierno del Partido Popular –en pleno apogeo de recortes presupuestarios- es quien ha decidido no prorrogar su ayuda económica, acabados los 18 meses de cobertura firmados en el acuerdo de acogida. El Partido Popular ha rechazado, incluso, una propuesta del grupo Unión, Progreso y Democracia (UpyD), para destinar 2,5 millones de euros a estas personas (5).
Y es que quienes –curiosamente- abogan por la implantación en Cuba de un sistema de libre mercado capitalista, son ahora devorados por éste.
En abril, se suicidaba en Canarias uno de ellos, Alberto Santiago Du Bouchet (6). Su familia apuntaba que “no pudo aguantar” la incertidumbre tras el anuncio del fin de las ayudas (7). La penuria económica se ha hecho común al colectivo. Bárbara Pura Yurubi Dueñas, familiar de uno de los expresos, advertía desesperada, en una carta, que puede perder la custodia de su hija por no poderla mantener económicamente (8). Y varias personas del grupo muestran ya, sin reparo alguno, su deseo de regresar a Cuba (9).
Para otras personas, sin embargo, la solución se encuentra… en EEUU. La “dama de blanco” Sabina Martín, exigía así, hace unos meses, su traslado a ese país: “Desde que vinimos a España, nada de lo que se nos prometió se ha cumplido en este gobierno (sic). Queremos ir a los EEUU, que es donde se defienden verdaderamente la democracia y los derechos humanos” (10). Esta persona sigue siendo presentada en medios españoles como “luchadora por los derechos humanos” en Cuba (11). La web de Unión, Progreso y Democracia (UpyD), partido que ha hecho bandera del “anticastrismo” y que ha afiliado a varios de ellos, describe a Sabina Martín como una “luchadora por la libertad” y una “mujer (…) con un gran sentido común” (12). Repasemos algunas de las muestras de su particular “sentido común”.
En junio de 2011 fue expulsada, junto al resto de su familia, del centro de acogida de la Comisión Española de Ayuda al Refugiado (CEAR) en la ciudad de Málaga, debido a las agresiones físicas entre ellos, las amenazas e insultos a los trabajadores, la introducción de alcohol y armas blancas en el centro y el abandono de los talleres ocupacionales (13). Sabina Martín explicaba a la agencia EFE que detrás de su expulsión de este centro de Málaga estaba –¡cómo no!- el Gobierno cubano (14). Su marido –dando muestra también de un gran “sentido común”- acusaba a CEAR de desalojarles mediante un “despliegue militar” (15).
Durante su acampada de protesta en Madrid, Sabina Martín denunciaba que su vida y la de sus familiares se encuentran en peligro (16). Un medio de Miami hablaba, incluso, de que “agentes encubiertos” amenazan su seguridad (17).
La dama de blanco acusaba, además, al Gobierno cubano por su actual situación, al no informar a su ciudadanía de los problemas económicos en Europa. “En Cuba nadie sabe que en España hay tantísimos parados y las cosas están tan mal”, decía a un medio, añadiendo que de haberlo sabido no habría aceptado venir (18). Es decir, quienes siempre han acusado a los medios cubanos de exagerar los problemas del capitalismo, ahora denuncian que no lo hacen lo suficiente. Otro absurdo que cae por sí solo con solo conectar la Televisión cubana, cuyos espacios informativos sobre la crisis y el desempleo en Europa son casi diarios (19).
Pero, al margen de los casos más esperpénticos, el drama de este colectivo es la repetición de una vieja historia: la de la utilización política de un grupo de personas a quienes, primero, el Gobierno de EEUU financió y organizó como ariete contra el Gobierno cubano (20); a quienes, posteriormente, la derecha europea llevó a instituciones y medios para respaldar su política de sanciones a Cuba; y a quienes, posteriormente, se dejó abandonadas a su suerte. Los nombres de muchas de estas personas, como el de Diosiris Santana, el mismo que denunciaba la violencia de la Policía Municipal de Madrid, aparecen en manifiestos de apoyo a las posiciones más extremas contra su propio país: en favor del mantenimiento de la Posición Común europea (21), de la prohibición de los viajes a Cuba desde EEUU (22), incluso del bloqueo económico a la Isla (23).
Es una vieja historia que se repite, desde hace más de 50 años, antes en Miami, ahora en Madrid.
(1)http://www.europapress.es/latam/cuba/noticia-cuba-denuncian-detencion-cuatro-ex-presos-cubanos-protestaban-madrid-ministerio-exteriores-20120523115509.html
(2)http://www.lasextanoticias.com/noticias/ver/otra_noche_del_15m_en_sol__otro_desalojo_y_mas_detenidos/455343
(3) http://www.cubainformacion.tv/index.php/emigracion/43567-de-mercenarios-a-mendigos
(4) http://www.cubainformacion.tv/index.php?option=com_content&view=article&id=16198%3Ade-la-habana-a-madrid-ipresos-de&Itemid=200077
(5) http://www.lavozdegalicia.es/noticia/espana/2012/05/08/pp-rechaza-incluir-ayuda-25-millones-expresos-cubanos/00031336502517336765961.htm
(6) http://www.lavanguardia.com/internacional/20120406/54281663038/se-suicida-un-expreso-politico-cubano-llegado-a-espana-el-ano-pasado.html
(7) http://www.elmundo.es/elmundo/2012/04/09/espana/1333996255.html
(8) http://www.periodistas-es.org/reporteros/disidentes-cubanos-se-suicida-en-espana-el-periodista-albert-santiago-du-bouchet
(9) http://www.youtube.com/watch?v=qzILnBFrHzY&feature=related
(10) http://www.cubainformacion.tv/index.php/lecciones-de-manipulacion/23599-lecciones-de-moral-de-disidenciaacubana-desde-su-imaginario-destierroa
(11) http://www.elimparcial.es/america/fuimos-desterrados-de-cuba-y-ahora-vivimos-en-las-calles-de-madrid-98787.html
(12) http://revoluciondelosgladiolos.org/blog/2011/04/10/sabina-martin-gomez/
(13) http://www.malagahoy.es/article/malaga/1010429/siete/cubanos/son/expulsados/cear/por/agredirse/entre/ellos.html
(14) http://www.cubaencuentro.com/cuba/noticias/los-cubanos-expulsados-de-centro-de-refugiados-en-espana-son-acogidos-por-otro-264809
(15) http://www.youtube.com/watch?v=SGx3NucL-pg&feature=fvwrel
(16) http://www.youtube.com/watch?v=meGLf4ErCM4&feature=fvwrel
(17) http://www.youtube.com/watch?v=SGx3NucL-pg&feature=fvwrel
(18) http://www.abc.es/20120306/local-madrid/abci-exilio-cubano-madrid-201203051126.html
(19) http://mesaredonda.cubadebate.cu/mesa-redonda/2012/01/17/los-indignados-tienen-grandes-razones-para-indignarse-video-y-audio/
(20) http://www.cubainformacion.tv/index.php?option=com_content&view=article&id=16198%3Ade-la-habana-a-madrid-ipresos-de&Itemid=200077
(21) http://es.scribd.com/doc/47163004/Peticion-a-la-UE-y-PE
(22) http://www.circulonaval.com/Cuba/494_activistas_prodemocracia_de.htm
(23) http://www.pinceladasdecuba.com/2010/07/hay-que-mantener-el-bloqueo-cuba-omar.html
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