Mentre continua il silenzio emetico della Polizia di Miami dopo l’attacco terrorista ...Nuove minacce con bombe aumentano insicurezza a Miami
Ermetico silenzio della Polizia di Miami dopo l’attacco terrorista
Miguel Fernandez Martinez*
Passati vari mesi dall’attentato con bombe che ha distrutto a Miami l’ufficio di Airline Brokers, agenzia specializzata in viaggi dagli Stati Uniti a Cuba, le autorità e l’FBI continuano a fare silenzio al rispetto.Sebbene i funzionari e i ricercatori del Corpo dei Pompieri di Miami –Dade abbiano riconosciuto l’intenzionalità del fatto ed abbiano argomentato che i sospettosi hanno usato bottiglie incendiarie, non hanno ancora arrestato nessuno, né ci sono indizi, né prove che indichino chi sono stati i criminali..
Secondo le versioni della polizia si continuano a fare le investigazioni in coordinamento con diversi dipartimenti come l’FBI, il Dipartimento dei Pompieri della città di Coral Gables e l’Ufficio dell’Alcool, Tabacchi ed Armi da Fuoco.
Però non si dice niente di più. Il silenzio è quasi ermetico e gli esperti fanno vedere come prova solo le immagini torbide di un veicolo sospettoso, registrate da una video-camera di sicurezza.
Coloro che conoscono la storia del terrorismo a Miami pensano che questo attentato possa essere uno in più nella lista degli attacchi contro Cuba, che non si sono ancora risolti nella popolare città del sud della Florida, da qui il loro scetticismo ed i loro dubbi.
Airline Brokers è diventata una nuova vittima del terrorismo anticubano, dopo aver organizzato le operazioni ed i voli alla Maggiore delle Antille durante la visita del Papa dal 26 al 28 marzo scorso.
La peregrinazione è stata un’iniziativa congiunta dell’Archidiocesi di Miami e della Chiesa Cattolica Cubana, che hanno permesso che centinaia di emigranti cubani che risiedono negli Stati Uniti abbiano visitato l’Isola durante il soggiorno del Santo Padre Benedetto XVI.
Gli individui più recalcitranti della controrivoluzione cubana nell’urbe della Florida, che sono anche ferrei detrattori di qualsiasi tipo di scambio tra Cuba e la sua diaspora, si sono opposti alla peregrinazione ed, addirittura, contestarono Arline Brokers, l’agenzia di viaggi che si è occupata dell’organizzazione e del trasferimento dei peregrini.
Andres Gomez, giornalista ed attivista cubano residente a Miami, che è anche presidente dell’Alleanza Martiana ed editore del sito Areito Digital, ha denunciato recentemente la mancanza di agilità e di serietà nei confronti delle investigazioni rispetto all’attentato contro l’agenzia di viaggi.
Ha anche denunciato il marcato concubinato espresso delle autorità della polizia e di quelle giudiziali con i promotori del terrorismo anticubano.
In un recente articolo distribuito nelle reti sociali, Gomez ha anche commentato che tra il 1968 ed il 1969, si sono realizzate a Miami almeno 50 azioni terroriste dall’Organizzazione Potere Cubano, diretta dall’assassino mercenario Orlando Bosch Avila.
Ha ricordato che un aspetto coincidente è il fatto che l’attentato contro l’agenzia di voli charter sia stato perpetrato il giorno del primo anniversario della morte di Bosch.
Ha anche detto che dal 1970 al 1979, secondo i documenti non classificati dell’FBI, a Miami sono state fatte 95 azioni di terrorismo da queste organizzazioni controrivoluzionarie.
Gomez ricorda che in quei tempi durante 24 ore, questi gruppi hanno avviato otto azioni vandaliche con esplosivi nell’Ufficio Fiscale del Distretto della Florida, in quello dell’Assicurazione Sociale, nel capoufficio della Polizia di Miami, negli uffici centrali della Posta ed in quelli della stessa FBI, tra gli altri.
Il direttore di Areito Digital ha sottolineato che tra il 1980 ed il 1983, a Miami si sono avviati 13 atti di terrorismo, sei nel 1987, otto nel 1988 e due nel 1989.
La maggior parte di loro sono stati indirizzati alle agenzie di viaggi che volano verso Cuba, ai consolati i cui governi avevano rapporti diplomatici con quello cubano ed agli uffici della Rivista Replica.
Poi negli anni novanta, il sud della Florida ha sofferto nove azioni terroriste, soprattutto contro ditte i cui padroni appoggiavano la normalizzazione dei rapporti con Cuba e anche contro i centri notturni dove si presentavano artisti dell’isola.
L’attivista cubano sottolinea che l’immensa maggioranza dei terroristi colpevoli di questi crimini a Miami, non sono stati arrestati né processati e coloro che hanno affrontato “la giustizia” hanno compiuto poche e lievi condanne.
“Il non agire, il non avviare né fare il processo giudiziale ai colpevoli (…) come indica la legge, significa ritornare ad un passato tenebroso per Miami (…) quando tutto ciò che si è fatto riguardo al terrorismo perpetrato dall’estrema destra cubano-americana era trattato come fatti comuni ed imperava il terrore e non la legge”, ha affermato Andres Gomez.
Dopo il sinistro, Arline Brokers ha già la sua nuova sede e secondo Vivian Mannerud, la sua padrona e fondatrice, la compagnia charter sta operando nei suoi diversi destini tra gli Stati Uniti e Cuba.
Benché gli esperti antiterroristi dell’FBI non abbiano potuto
dimostrare evidenze, né accusati dell’esecrabile fatto, il sito digitale Nueva Accion diretto dal riconosciuto mercenario d’origene cubana Aldo Rosado-Tuero ha pubblicato degli attacchi contro Vivian Mannerud, contro suo padre Fernando Fuentes Cobas e contro la compagnia di viaggi.
Il sito digitale anticubano pubblicato a Miami ha anche ricordato la riunione avviata il 15 maggio 2009 nell’ufficio del gruppo terrorista Alpfa 66, vincolato all’Agenzia Centrale d’Intelligenza (CIA).
L’appuntamento ha riunito i diversi dirigenti cubano-americani più conosciuti nella città, dato il loro curriculum criminale, con lo scopo di “rinnovare i voti e proseguire la lotta fino alla fine”, secondo i termini del documento emesso nell’incontro.
Insieme a Rosado-Tuero, c’erano nella riunione Reinol Rodriguez,capo militare di Alpha 66; Virgilio Paz e Josè Dionisio Suarez, “Charco de Sangre”, assassino dell’ ex consigliere cileno Orlando Letelier; Hector Alfonso “Fabian”, Osiel Gonzalez, Henry Agüeros Garces, Luis Gonzalez Lalondry e Luis Crespo, molti di loro vincolati alle azioni criminali organizzate da Orlando Bosch e da Luis Posada Carriles.
Su questi “casuali incontri” tra i terroristi, l’FBI non dice né una parola, né investiga neanche quelli che attaccano verbalmente o appoggiano l’azione violenta contro un ufficio commerciale nel cuore di Miami.
Nessuno di questi autori del crimine è stato chiamato a dichiarare circa le loro attività e minacce contro gli obiettivi riguardanti il popolo cubano.
L’unica cosa che offrono le investigazioni è il silenzio. Comunque, è più di mezzo secolo che le autorità nordamericane non si preoccupano tanto per trovare i colpevoli quando si tratta di Cuba.
*giornalista della Redazione dell’America del Nord di Prensa Latina
Nuove minacce con bombe aumentano insicurezza a Miami
Washington, 8 ago (Prensa Latina) Molte minacce di bombe hanno creato il panico nella città nordamericana di Miami, in due incidenti isolati successi nel sudovest metropolitano e che hanno mobilitato le unità anti-esplosive della polizia.
Il primo degli avvisi nel centro commerciale Dadeland, ubicato nella zona di Kendall ha dovuto essere evacuato dopo che impiegati della gioielleria Pandora ha messo in allerta le autorità dopo una chiamata anonima che annunciava la collocazione di una bomba nell'immobile.
Rendendo pubblico l'avviso si è generato uno stato tremendo tra clienti ed impiegati che hanno cominciato a correre disordinatamente cercando le uscite.
Secondo testimoni, il disordine ha provocato la caduta di molte persone sul pavimento, mentre tentavano di abbandonare il negozio, perché nessun impiegato o dirigente del recinto ha dato indicazioni di come evacuare l'installazione.
Poche ore dopo, nella frequentata zona conosciuta come La Piccola Avana, la polizia ha dovuto rispondere ad un'altra chiamata di emergenza, questa volta davanti al pericolo che un uomo facesse esplodere una bomba in un autobus di servizio pubblico.
Freddie Cruz, portavoce della polizia di Miami, ha commentato che l'imputato, un passeggero dell'autobus di cui non e stato rivelato l’identità, aveva commentato che aveva una bomba in suo possesso, e che sarebbe andato a fare esplodere altri esplosivi in distinte parti del paese.
Esperti in esplosivi della polizia hanno cercato indizi nell'autobus, ma non hanno trovarono nessun artefatto, mentre l'accusato è stato interrogato da ufficiali dell'Ufficio Federale di Investigazioni.
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